Il potere del con-testo

09 Nov 2013

Lavorare con le ontologie ci insegna subito una cosa importantissima: dare significato alle cose consiste nell'inserirle in un contesto.

Il giusto contesto, naturalmente, quello che più si attaglia alle esigenze del nostro discorso. Non che non lo sapessimo già, ci mancherebbe: Gregory Bateson e la scuola di Palo Alto, per esempio, ci hanno ripetuto fino allo sfinimento che cambiare il contesto, modificare la punteggiatura equivale a cambiare discorso, a evocare un'altra rete di significati, e che proprio nello smarrire l'abituale capacità umana di creare e distinguere i contesti (o i livelli di astrazione) risiede l'essenza della schizofrenia. Oggi tutto questo ci pare banale, arcinoto, quasi tautologico...
Solo che quando costruiamo un'ontologia noi cerchiamo di trasmettere il significato delle cose alle macchine, ai computer, e allora l'importanza della contestualizzazione si impone in tutta la sua evidenza. Dopo tutto l'intuizione di Ross Quillian è stata proprio questa: per insegnare alle macchine i significati dei concetti dobbiamo indurli a comportarsi come ci comportiamo noi: quando non sappiamo cosa significa una parola, un concetto, noi ci mettiamo subito in moto per costruirgli intorno un contesto, una rete di relazioni, dapprima scavando nella nostra memoria e poi ricorrendo a risorse esterne (dizionari? enciclopedie?) Cerchiamo di ricostruire una 'rete semantica', ed è proprio ciò che oggi siamo in grado di far fare anche ai computer.
Avendo a che fare con le macchine, siamo obbligati a usare dei contesti rigidi, precisi, il più possibile scevri da ambiguità: in buona sostanza un ingegnere ontologico utilizza dei contesti tassonomici, e più precisamente degli alberi di sussunzione le cui relazioni obbediscono tutte ai ferrei requisiti della logica descrittiva. Sembrano strumenti poveri, aridi, e invece si rivelano straordinariamente potenti, persino rivelatori. Accade spesso che costruendo l'ontologia di un dominio di conoscenza (knowledge domain) con cui abbiamo familiarità, finiamo comunque con lo scoprire degli aspetti che non avevamo notato in precedenza, di cui non eravamo consapevoli. Insegnando alle macchine impariamo noi stessi. Tale è il potere della contestualizzazione.

'contesto' da contextus, part. pass. di contexere, tessere insieme, intrecciare

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