Progetto: Noi di Pensativa andiamo ripetendo per urbi e per orbi che per comunicare efficacemente è indispensabile: 1. differenziarsi rispetto allo standard di mercato; 2. indovinare cosa il potenziale cliente vuole sentirsi dire e soprattutto come vuol sentirselo dire. Niente di nuovo, però diciamo la verità, attenersi ai principi è molto più difficile che formularli. In questo caso, tuttavia, crediamo di esserci riusciti; siamo rimasti fedeli al nostro credo e ne andiamo fieri.
Avevamo bisogno di parlare ai giovani fringuelli che, una volta conseguito il diploma, stanno pensando di iscriversi allo IAAD, rinomata 'università del design'. Di cosa hanno bisogno costoro? Di una mappa per orientarsi, ecco di cosa hanno bisogno. E noi gliel'abbiamo data: una mappa dove al posto di edifici, piazze e strade, troviamo la geografia concettual-immaginaria dello IAAD, un arcipelago al cui centro campeggia un avveniristico faro e tutt'intorno si dispiegano le quattro isole dei dipartimenti: Transportation, Industrial, Interior e Communication. Il testo va dritto al punto delle questioni che premono ai nostri giovani eroi, senza girarci intorno né raccontare bubbole. Chi c'è c'è, e chi non c'è...
D'altro canto avevamo anche bisogno di parlare agli interlocutori istituzionali dello IAAD, gente difficile, sofisticata, disincantata quant'altri mai. Qui abbiamo pensato di ispirarci a un libro molto amato, 'L'impero dei segni' di Roland Barthes nella mitica edizione degli Struzzi. Argomento diversissimo, ma l'eros no, volevamo che l'eros soggiacente fosse quello. Ingredienti: una storia, quella dello IAAD; molte immagini, quelle dello IAAD più spigolature a piacere; noterelle scritta a mano, quelle del nume-tutelare che vigila sullo IAAD. Risultato: ci siamo divertiti e speriamo si divertano i lettori.