Progetto: Bisogna raccontare una scuola di design che, essendosi fusa con analoga scuola francese (Ecole de Condé) ha assunto una dimensione internazionale, è stata finalmente accreditata quale università di primo livello e, come se non bastasse, si è appena trasferita in una nuova sede megagalattica in condominio con una delle maggiori aziende italiane di food & beverage (Lavazza). Facile, pensate voi, ci sono tante belle notizie! E invece non è vero, non è affatto semplice perché, aldilà delle pur importantissime novità contingenti, è difficile raccontare una scuola in quanto tale. Andiamo con ordine: ogni luogo è impastato dell'immaginario di chi ci abita, chi ci lavora e chi lo visita, chi ci passa attraverso. Alla fine però, i luoghi non sono così democratici, hanno tutti un padrone, un nume, un sacerdote, uno o più soggetti che definiscono e custodiscono l'immaginario prevalente. A casa tua sei tu stesso, in Vaticano è il Papa insieme al cardinale trafficone di turno, al Quirinale lo sa Dio chi è... Tutti i luoghi sono così, tranne uno: la scuola. Sì, perché la scuola è il ricettacolo degli immaginari di tutti coloro che la frequentano. La scuola è di tutti e in quanto tale è necessariamente multi-poietica. Tutti quanti, dal direttore ai prof in pensione, dal rappresentante di classe fino alla più introversa delle matricole, hanno una loro idea della scuola cui non sono disposti a rinunciare per il semplice motivo che proprio in quella scuola risiede una parte importante della loro identità. Siamo le scuole che abbiamo frequentato, persino quelle in cui ci hanno stangato. E va bene, ma allora come si fa a raccontare un posto così? Quale delle mille storie di cui è intessuto dovremmo scegliere? Noi abbiamo fatto in questo modo: ci siamo ricordati di un vecchio meraviglioso libro che parlava di tutt'altro (L'impero dei Segni di Roland Barthes) e ci siamo detti, proviamo a raccontare lo IAAD come se fosse il Giappone misterioso di Barthes. Decisione del tutto arbitraria, perché avremmo potuto comportarci in modo diverso, scegliere tutt'altra strategia. Invece abbiamo scelto questa, e abbiamo avuto ragione.