In effetti nei manuali di marketing si trovano elenchi per ogni cosa: le 4 regole per la determinazione del fair price, i 10 comandamenti del perfetto sales manager, i 7 segmenti di mercato secondo Tizio e Caio, le 13 domande più frequenti degli operatori di marketing... Vien da pensare che per gli esperti di marketing spiegare una cosa equivalga a elencarne gli elementi costitutivi: dimmi di quali e quante parti sei fatto, e ti dirò chi sei. Sarà, ma a noi non convince, anche perché ci sembra che raramente un elenco, di per se stesso, riesca ad essere realmente persuasivo e una spiegazione, per essere tale, dev'essere persuasiva, altrimenti che spiegazione è?

Detto questo, bisogna anche ammettere che in quanto ingegneri semantici finiamo per trovarci spesso in sintonia con quest'impostazione. Per definire le classi tassonomiche - che è poi uno dei nostri compiti più importanti - abbiamo infatti a disposizione due metodologie fondamentali: la prima, che potremmo un po' impropriamente definire 'deduttiva', consiste nel definire le proprietà delle classi in astratto, ovvero indipendentemente dal numero e dall'identità dei loro membri; la seconda, che diciamo invece 'induttiva', procede a definire le classi elencandone uno a uno tutti i membri. Una volta che ho elencato tutti gli individui che ne fanno parte... voilà! la classe è bell'e che descritta. In tecnichese una classe definita in questo modo è detta 'enumerated class' (classe numerata).

Gli elenchi annoiano, com'è vero, ma sono uno dei più potenti strumenti che abbiamo a disposizione per descrivere le cose. Guai, quindi, a sottovalutare la profonda saggezza dei marketing manager!