Print communication

Ci siamo presi una bella sbornia per le tecnologie digitali, è indubbio. È altrettanto indubbio che rapiti da tanta ebbrezza ci siamo un po' disinteressati dei cari, vecchi prodotti cartacei. Niente di nuovo, è quella che Schumpeter chiamava la 'distruzione creativa' della società capitalistica: c'è chi scende, c'è chi sale, e ogni tanto rifacciamo le scale... Anche se qui, per la verità, la situazione è più complessa: se andiamo a guardare i numeri scopriamo che si continua a stampare un sacco di roba, si consumano quantità incredibili di carta ed escono nuove pubblicazioni ogni giorno.
Eppure, se Zuckerberg starnutisce il mondo si inquieta, se si scopre che in realtà Franco Maria Ricci è un alieno disceso da Alpha-Centauri per rispiegarci come si usano le fonti, non frega niente a nessuno. Sic transit, eccetera eccetera.
Sorge infine una domanda: esistono ancora agenzie che ci tengono a stampare come si deve, passano ore a palpeggiare i campionari delle cartiere e si preoccupano dei neri in sovrastampa? La risposta è sì, parecchie, e tra queste c'è anche Pensativa.

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